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L’ANIMA DI MEL POOL racconto del terrore di Casula Gianluca

Parte 1
Non siamo soli nella stanza

Ero in vacanza con dei miei amici in un’ex caserma militare, che poi col passare del tempo divenne un albergo di lusso ,la mia stanza era proprio al piano superiore, da li si poteva scorgere la soffitta Quella soffitta rimasta chiusa da anni cosi ’ almeno io credevo … finché un giorno ,incontrammo due ragazzi che abitavano nelle vicinanze dell’albergo in cui noi alloggiavamo e loro ci raccontarono che l’anno passato ,una bambina di nome Mel Pool ,era venuta un paio di giorni con i suoi genitori per trascorrere un weekend felice.Pero i suoi genitori non le volevano bene e il loro matrimonio era solo di affari e tra di loro non c’era un vero legame di affetto,cosi decise di suicidarsi proprio in quell’albergo ,per specificare si impicco nella soffitta.Ci dissero che ad un certo orario ben preciso,
Il suo spirito vagava ancora nelle stanze di quell’albergo in cerca di un amico con cui giocare e che da poco un cameriere si sentii male perché vide seduta nella poltrona dell’ingresso una bambina con un abito grigio e capelli fini biondi ,e lo fissava con uno sguardo gelido e pieno di odio e gli faceva cenno di andare insieme a lei chissà forse per sempre.Alcuni di quei ragazzi ci raccontarono che nel periodo in cui l’albergo era ancora una caserma ,in una sala dove si riunivano i militari c’è appeso ad una parete oscura una foto di una bambina di otto anni circa sicuramente è la foto di Mel.Alcuni dei miei amici avevano già visto la foto perché si alzarono la mattina presto ed andarono a spiare dalla finestrella io dormivo ancora per la stanchezza accumulata il giorno prima.
Nel pomeriggio andammo a fare una piccola gita tutti insieme ,giusto per uscire da quell’albergo ,che anche se era a tre stelle aveva una gran puzza di chiuso!
Al ritorno mi distesi sul letto i miei compagni di stanza fecero altrettanto ,ma la curiosità era più forte di me dovevo vedere la foto della piccola Mel ,gli altri non si accorsero della mia mancanza andai dietro l’albergo l’erbacce mi arrivavano fino alla vita ,vidi in mezzo ad un folto cespuglio, una finestrella con delle sbarre arrugginite capii che era ciò che stavo cercando sbirciai e vidi tante sedie nere ed una cattedra,nel mentre della polvere mi fece starnutire si senti il rimbombo in tutta la stanza sembrava una palestra .Cominciai a cercare la foto della bambina c’erano tanti quadri ben messi ma non si capiva l’immagine che raffiguravano perché erano visti in lontananza ,riuscii a capire una immagine sembrava un maresciallo con dei lunghi baffi neri ed un cappello sulla testa ,ormai era deciso non avrei mai avuto l’occasione di vedere la foto della piccola Mel ,me ne stavo per andare quando una ventata d’aria fredda mi venne in contro facendomi venire i brividi ,rassegnandomi controllai all’interno della stanza per l’ultima volta e ,vidi un lumicino accendersi nel fondo della stanza la piccola luce oscillava sospesa nell’aria.Ero piuttosto spaventato ma feci resistenza , all’improvviso sentii un sospiro sopra la mia testa, alzai lo sguardo nel soffitto ,il lumicino scomparve improvvisamente lasciandomi al buio…..,vidi davanti a me un quadro mal ridotto con l’immagine di una bambina che mi fissava il suo sguardo era serio e portava un fiocchetto rosso, il quadro era immobile e dietro di lei c’erano due o tre persone ,erano mingherline e mal ridotte capii che erano morti improvvisamente.Il quadro cadde per terra rompendosi in mille pezzi dopodiché un pianto disperato provenire dal fondo della stanza ,corsi come un razzo verso la mia stanza.

Parte 2
L’anima vendicatrice

Dopo l’accaduto spiegai tutto al mio compagno di stanza che sorrideva coprendosi il viso come se volesse prendermi in giro il suo nome era Adam è un tipo piuttosto paffuto e lo conosco dalle elementari , sapevo che non ci avrebbe creduto ,mi misi a letto ,fuori pioveva a dirotto ed ironia della sorte il mio letto era davanti alla finestra .Misi la mano sotto il cuscino trovai un fiocchetto rosso ,simbolo della presenza di Mel pool .Io pensavo che fosse uno scherzo per far spaventare dei tredicenni ,invece proprio in quella stessa notte sognai Mel che mi veniva in contro prendendomi il fiocchetto rosso dalle mani sorridendo se ne andò saltellando ,scomparendo nel nulla.
Mi svegliai di soprassalto il fiocchetto rosso che avevo in mano non c’era più,passata circa un’ora sentii degli strani rumori di catene che strisciavano per terra .pian piano si svegliarono tutti i miei compagni di stanza, uscimmo dalla camera e ci accorgemmo che anche altra gente era uscita fuori dalla propria stanza ,con nostro stupore vedemmo la botola della soffitta aprirsi e subito dopo chiudersi ,sentivamo il rimbalzo di una palla e delle catene che strisciavano sul suolo un continuo ticchettio d’acqua ed una fragile vocina canticchiare una melodia dal tono triste .Marco, il mio compagno di stanza era bianco dalla paura ,io avevo le gambe molli ,alcune bambine si misero a piangere .i miei occhi caddero sulle scale che portavano alla soffitta stavo già per fare il secondo passo quando vidi una scritta insanguinata -25-06-1989-fatemi morire -Quella data corrispondeva al giorno della mia nascita mi bloccai di colpo ,poi si senti un improvviso pianto da sopra la soffitta ,dopodiché silenzio, entrarono tutti nelle proprie stanze mentre mi riaddormentavo sentii prendere in giro Mel dalla stanza a fianco,erano i nostri amici che si erano divisi in una seconda stanza.La pioggia cessò, lasciando un silenzio tombale , troppo silenzio …,dopo due minuti circa si alzò una fitta nebbia ,i ragazzi della stanza a fianco smisero di prendere in giro Mel ,sicuramente si erano addormentati.Il giorno dopo dovevamo andare via da quell’albergo i ragazzi della stanza a fianco non si fecero sentire ,perché erano scomparsi o meglio, solo coloro che avevano preso in giro Mel , i ragazzi vennero trovati impiccati ad un alberello in mezzo al bosco,uno di nome Roberto che aveva abitudine di prendere in giro chiunque incontra davanti a sè persino me che gli ero amico il suo corpo non venne più ritrovato …io naturalmente me ne andai via insieme ai miei genitori,mio padre fece fatica a crederci a contrario di mia madre che è appassionata di questi argomenti ,durante il ritorno a casa aprii lo zaino con all’interno i miei bagagli ,volevo controllare che fosse tutto a posto e che non avevo dimenticato nulla , la borsa era leggermente più pesante , perlustrai l’interno…spazzolino ,pigiama ,pantaloni dopodiché ,con mio stupore vidi la testa mozzata di Roberto !urlai ma dalla mia bocca non usci alcun suono ero preda al panico i suoi occhi erano bianchi e al sua faccia sembrava urlare mi macchiai le mani di sangue i miei genitori non si accorsero di nulla e vidi un fiocchetto rosso……
Fine ?

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